lunedì 23 marzo 2020

Patteggiamento, un altro

 
Tutti amanti degli animali, molti patteggiano, pochi si oppongono e vengono poi condannati.

lunedì 10 febbraio 2020

Trentacinque anni e non sentirli

Ci muoviamo furtivamente nella boscaglia tentando di cogliere di sorpresa le nostre prossime vittime. Questa volta non siamo riusciti ad eludere le vedette poste dai cacciatori per informarli dell'arrivo della vigilanza, quindi ormai tutta la valle e conscia della nostra presenza. I peggiori saranno ormai scappati, ma c'è sempre qualcuno che rimane approfittando del minor numero di "concorrenti" e sperando di non essere controllato o che non ci accorgiamo delle irregolarità.
Raggiungiamo l'ennesima discarica spacciata per "tradizione veneta". L'occupante oppone una futile resistenza invocando diritti alla privacy, norme inesistenti e le -immancabili- improbabili divinità.
"Ottenuti" i documenti del cacciatore e dei richiami iniziamo il balletto dei controlli, con un cacciatore sempre più spazientito; sta perdendo minuti preziosi del suo hobby, chi glieli rimborsa? Proprio in quel momento passa un gruppetto di tordi e il nostro eroe, forse per riflesso pavloviano, per un attimo mima l'atto di imbracciare un fucile fatto d'aria per prendere la mira, realizza quanto ha fatto e si incazza ancora di più. Ora oltre al tempo sta pure perdendo prede!
Controllando i documenti dei richiami ne spicca uno in particolare, molto vecchio, datato nei lontani anni 90.
Io: Caspita! Questo tordo è pure più vecchio di me!
Ho sentito di esemplari che in cattività hanno superato la decina di anni, ma raramente superano i sette. In più questo esemplare era palesemente giovane
Io: Complimenti! Ci sveli il suo segreto!
$Cacciatore: Ehhh, behh, ecco....
Il segreto è il cambio d'anello. Quando un richiamo muore se ne compra uno nuovo - rigorosamente dal mercato dell'uccellagione, perché canta meglio - e gli si infila su l'anello vecchio, tagliato o allargato in modo da passare comunque attorno alla zampa del povero malcapitato. Spesso la procedura rompe comunque le dita delle zampe, ma tanto non gli servono più, da ora e per sempre vivrà in una gabbietta.
Decidiamo di verificare con il calibro a corsoio il diametro degli anelli e con le lenti l'integrità, ma questo prevede di maneggiare i volatili, e questo secondo le superstizioni dei cacciatori provocherebbe l'undicesima piaga d'Egitto, il mutismo del richiamo. Il cacciatore scatena tutta sua collera per impedirci di compiere l'empio gesto, sa bene cosa scopriremo e a cosa va in contro. Gesta inutili, la verità viene comunque a galla e numerosi altri anelli risultano manomessi.

Gli amanti della natura non si smentiscono mai.

A seguito degli accertamenti compiuti dalla forestale alcuni richiami, tra cui il "trentacinquenne" verranno liberati in quanto ancora abili alla vita selvatica, altri invece necessiteranno di riabilitazione e verranno liberati a primavera.

lunedì 18 novembre 2019

lunedì 4 novembre 2019

Denteblu

Tanto per cambiare sono in macchina con $Collega_M verso nuove e mirabolanti avventure. Il discorso piano piano finisce sulle sue recenti non-così-mirabolanti avventure con la polizia locale.
M: Qualche giorno fa mi hanno fermato perché ero alla guida col cellulare...
È un problema abbastanza sentito. Giustamente la normativa è severa, ma d'altro canto in molte situazioni ci troviamo a dover coordinarci, oppure a ricevere informazioni da segnalanti.
M: ...Stavo facendo la rotatoria della zona industriale e loro erano lì, e mi hanno beccata...
Poi ovviamente usiamo il telefono anche per i fattacci nostri, ma quella è un'altra storia. Per questa ragione ho comprato un auricolare bluetooth. La Twingo non è equipaggiata come le auto moderne.
Io: Cos'è? La seconda volta?
M: Terza... credo.
Da poco il codice della strada era stato inasprito, quindi la prossima volta per $Collega_M verosimilmente sarebbe scattata la sospensione della patente.
Io: Quanti punti ti restano?
M: ...
Era meglio non toccare il tasto.
M: Finirò rovinata, multe da pagare, corsi di recupero punti... Lavorerò solo per pagare multe...
Effettivamente la guida al telefono non è l'unico problema, neanche il più grave.
Però mi viene in mente una cosa.
Pastroccio un attimo con le configurazione della sua macchina, raggiungo il menù del bluetooth ed è come immaginavo. Prendo il suo cellulare, cerco nuovo dispositivo, accoppio, confermo il codice di sicurezza. Abbinamento riuscito. Poi dal suo telefono chiamo il mio. Pochi secondi dopo nell'autovettura si diffonde il classico suono di un telefono che attende la risposta dell'altro.
$Collega_M assume un espressione mista tra l'entusiasmo di chi ha un problema in meno, il dolore di chi realizza che poteva avere qualche centone in più nel portafoglio e la rabbia di chi...
M: ARM_! Non potevi farlo prima?
Io: E perché non l'hai fatto tu? È la tua macchina, mica la mia.
M: E io come facevo a saperlo?
Apro il bauletto portaoggetti, dentro c'è il manuale d'uso e manutenzione dell'autovettura. Ovviamente ancora chiuso nel cellophane. Lo estraggo e glielo mostro.
Io: Leggendo qui, è sicuramente scritto insieme a molto altro.
Lei si ritrae come un vampiro alla vista di un crocifisso.
M: Mai letto.
Io: Lo avevo intuito.
Poco dopo giungiamo a destinazione e il discorso cade. Chissà quanti segreti ancora racchiude quel misterioso manuale, che oggi sicuramente è tuttora avvolto nel suo cellophane.