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lunedì 16 giugno 2025

Come la Juve



Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo
Quarto capitolo
Quinto capitolo
Sesto capitolo
Settimo capitolo
Ottavo capitolo

Siamo rimasti con i poliziotti che quasi estraggono i camionisti e si fanno dare i documenti. Noi rimaniamo a rispettosa distanza ed attendiamo. I camionisti, stranieri, fingono di non capire, ma dalla precedente sosta a [REDATTO +5] sappiamo che l'italiano lo capiscono benissimo.
Quando un poliziotto ci si avvicina io gli consegno i nostri documenti e gli faccio presente che i due camionisti fanno i finti tonti.

Poliziotto: «Tranquillo, ora gli insegniamo noi l'italiano»

Spiego la situazione e le irregolarità che abbiamo rilevato, sovraffollamento, animali di età diversa mischiati, animali malati, mezzo inidoneo e tanta altra roba brutta. Gli agenti si dimostrano molto interessati e motivati, e ci istruiscono di seguirli in stazione dove sta arrivando anche il personale dell'ulss.

Arriviamo a notte fonda quasi assieme ai veterinari che si dimostrano gran poco interessati a noi, erano anche leggermente scocciati di essere stati "tirati giù dal letto". 

Con l'assistenza di alcuni agenti un'oretta dopo riusciamo ad intrufolarci negli uffici insieme ai veterinari dell'ulss con cui inizia una proficua collaborazione e che concordano con le nostre osservazioni. Uno dei veterinari confrontando i documenti di viaggio e il cronotachigrafo si accorge di grosse anomalie

Veterinario: «Ma qui non combacia nulla! Ma questi hanno parruccato le soste! ... Questi hanno fatto come la Juve! ... Hanno parruccato anche il cronotachigrafo!»

Ci sono grandi discrepanze e a questo punto gli agenti decidono di controllare più scrupolosamente il camion perchè le irregolarità probabilmente non si limitano solo al trasporto di animali.

Le cose si mettono molto peggio per l'azienda di trasporto.
Tante altre irregolarità emergono. Da qualche parte più a sud parte un'automobile con una valigetta contenete molte decine di migliaia di Euro ed un autista molto nervoso. Nel frattempo io e $collega_P ci aggiorniamo sulle rispettive situazioni. Il loro camion era messo sì male, ma non così tanto; stavolta abbiamo beccato noi il peggio. 

Uno degli agenti ci spiega che i camion, essendo stranieri, non possono muoversi finchè le sanzioni non sono pagate, ma che non possono accettare assegni o pagamenti con carta, quindi in questo caso l'unica è la valigetta. E io mi chiedo: a tarda notte le banche sono chiuse, quindi chi è che in casa ha molte migliaia di euro in contanti?

L'incaricato di trasporti non è affatto contento della nostra presenza, ma i poliziotti gli spiegano che, prima di preoccuparsi di chi c'è e meglio se si preoccupa del suo camion e del suo carico.

Ormai si è fatta tarda mattina e il lavoro è finito. Il camion dell'orrore riprende il viaggio verso la catena di smontaggio mentre noi salutiamo gli agenti e ci dirigiamo nuovamente verso nord.

La missione è ormai compiuta e il tempo a disposizione finito; le ragazze del TSB avranno molto da scrivere all'unione europea. Nonostante il gran successo dei camion fermati e pesantemente sanzionati resta l'amaro in bocca del sapere quanti invece passano facendola franca.

Poche ore dopo tutte le squadre sono riunite al nord per un ultimo saluto e un abbraccio come fossimo vecchi commilitoni che si conoscono da una vita, stanchi, soddisfatti e tanto desiderosi di un comodo letto, ma pronti ed ansiosi di iniziare una nuova avventura. Ci si rivedrà presto.

 

lunedì 9 giugno 2025

Grand theft lamb


Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo
Quarto capitolo
Quinto capitolo
Sesto capitolo
Settimo capitolo

Siamo rimasti a quando il camion svicola via nel tentativo di non essere fermato dalla polizia e obbligato ad uscire al casello. Una mossa davvero poco saggia. 

Volante 2: «Eccheccazzo»
Volante 2: «Ha fatto lo scemo ha fatto!»
Volante 1: «Mo gli facciamo vedere li sorci verdi»

Le volanti in pochi istanti recuperano e si portano davanti e a sinistra del camion che ovviamente non può competere in termini di prestazioni e agilità. 

Operatore: «Fatelo uscire al prossimo casello poi portatelo in stazione»
Io: «Se serve abbiamo filmato tutto»
Operatore: «Ci pensiamo dopo»

Io faccio segno ad $I di avvicinarci al camion.
Procediamo tutti in formazione fino ad approcciare il successivo casello. Le due volanti si pongono davanti di sbieco agitando le palette ed indicando al conducente del camion di imboccare la rampa d'uscita dell'autostrada. Il camion invece si ferma. In mezzo all'autostrada. Il camion sterza un poco e punta la corsia d'emergenza. Una volante gli taglia la strada. Da dietro si avvicinano altre vetture a velocità sostenuta. Noi che siamo dietro accendiamo le frecce d'emergenza ed ascoltiamo i concitati scambi tra le volanti e la sala comando. Dall'altoparlante di una delle volanti prorompe a tutto volume

Volante 1: «MUOVITIIII!!! VAI AVANTI!!!»

 Continuando ad indicare con la paletta la rampa d'uscita.

Il camionista, rassegnato, imbocca la rampa e si dirige al casello, le volanti si mettono davanti e dietro e noi in coda li seguiamo. Attraversato il casello e accostato il camion a destra i poliziotti essenzialmente saltano sul camion e quasi trascinano fuori i conducenti. Come dargli torto.


lunedì 2 giugno 2025

Uno al prezzo di due


Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo
Quarto capitolo
Quinto capitolo
Sesto capitolo

E così i nostri eroi si trovano all'inseguimento di un camion stipato oltre l'inverosimile. Il fiuto di $I si rivela infallibile e anche troppo efficiente; presto ci accorgiamo che dietro di noi c'è un secondo camion messo altrettanto male. La macchina con il mio collega è non troppo distante e in un'oretta riesce a raggiungerci. Nel frattempo abbiamo già iniziato (di nuovo) il balletto delle telefonate, e di nuovo nessun distaccamento della stradale ha mezzi disponibili, tutti indaffaratissimi. Si ripete esattamente lo stesso copione fino ad arrivare a [REDATTO +5] che si dimostra di nuovo cooperativo. Giunti sul posto però ci informano che non potevano fermare due camion, quindi uno lo lasciano ripartire. Io, $Collega_P e tutte le donzelle ci guardiamo perplessi ma così è, non possiamo opporci e non è buona idea mettersi a discutere.

Il team di $Collega_P rimane a [REDATTO +5] mentre io le fanciulle della mia squadra ci lanciamo all'inseguimento del camion liberato. Ormai è tarda sera. Inizio il nuovo balletto delle telefonate e a [REATTO +7] trovo un operatore dal toscanissimo accento tutto elettrizzato alla prospettiva fare qualcosa diverso dal solito. Rispiego tutta la storia, chi siamo, cosa stiamo facendo e dove siamo, nel frattempo lui contatta le volanti per organizzare l'intercettazione. Gli spiego che anche che il camion in questione è quello che [REDATTO +5] hanno lasciato andare perchè non potevano fermarli entrambi.

Operatore: «Ma cosa vor dì 'che non possono fermà du camion?!»
Io: «Guardi, non so che dire, è questo ciò che ci hanno detto...»
Operatore: «No no, sì, sì, immagino, sto parlando col mio collega qui in sala controllo ... chiamali, chiamali! ... chiama! ... chiedi cosa vor dì 'che non possono fermà du camion! ... mi devono spiegà cosa vor dì 'che non possono fermà du camion!»

Rimanendo sempre al telefono aggiorno l'operatore sulla nostra posizione lungo l'autostrada non posso fare a meno di sentire in sottofondo l'altro operatore, che dall'accento doveva essere romano, discutere a sua volta al telefono in merito al mancato controllo del camion. Il sottile tono beffardo mi fa dedurre che si stesse togliendo alcuni sassolini dalla scarpa.

Siccome quelli di [REATTO +7] sono volenterosi e hanno voglia di far vedere che la polizia c'è ci mandano ben due volanti per intercettare il nostro camion.

Io:«Ora siamo al kilometro 10 e 1»
Operatore: «Avete sentito?»
Volante1: «Sentito, sentito, noi siamo subito fuori dalla seconda galleria. Quando state per entrarci ditecelo e iniziate a rallentare lasciando spazio tra voi e il camion. Lo facciamo uscire al casello»

Riporto a $I che è alla guida

Io: «Ok, stiamo entrando nella seconda galleria»
Operatore: «Pronti pronti, stanno arrivando!»
Volante 1: «Motori accesi, pronti, dicci quando ci vedi»
Io: «Ecco, ora vi vedo»
Operatore: «Vai Vai Vai»

Le due volanti che erano ferme nel buio di una piazzola balzano fuori accendendo tutte le luci, una si piazza davanti e una dietro al camion obbligandolo a rallentare. Cercano di indirizzarlo verso lo svincolo poco più avanti, invece il camion, capito cosa stava succedendo, si butta sulla sinistra e accelera...

lunedì 26 maggio 2025

Pronti a dar battaglia


Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo
Quarto capitolo
Quinto capitolo

L'operazione inizia il primo pomeriggio, così siamo riusciti a riposare un poco dalla fatica accumulata. Ci appostiamo lungo l'autostrada slovena attendendo i camion di passaggio ed inseguendo quelli per il trasporto animali vivi, l'occhio esperto di $I e $S comprende facilmente se sono in regola o potenzialmente fuorilegge. Trascorriamo diverse ore facendo gli yoyo avanti e indietro per l'autostrada slovena perchè i dannati camion sono tutti vuoti. E io mi sento anche abbastanza inutile. Ci raccontiamo vari aneddoti sulle nostre avventure e mi spiegano che stiamo cercando di trarre vantaggio dalle autostrade slovene che hanno molte più uscite e quindi molte più possibilità di girarsi e tornare indietro, ma soprattutto non si paga il pedaggio per singola corsa ma invece c'è la vignetta. In effetti la stessa cosa in Italia sarebbe costata un capitale.
Inseguendo vari camion ci spingiamo fino quasi il confine, e decidiamo di fermarci all'ultima area di sosta dove ci sono diversi mezzi fermi a riposare. Ormai si avvicina la sera e ci sorge il dubbio che molti potrebbero aver scelto la via più settentrionale passante per Gorizia, che in teoria è anche più breve. Le ragazze mi chiedono di andare ad "interrogare" un camionista italiano a riguardo, magari ha qualche informazione utile.
Tutto contento di fare qualcosa di utile mi avvicino alla trattrice, estraggo il mio distintivo e chiedo. Il camionista mi spiega che in genere tutti passano per Trieste, l'altra via è troppo ripida e battuta da venti forti; pochi si arrischierebbero. Ringrazio e mi congedo tornando alla macchina, realizzando il mio errore.
Mi sono completamente scordato che sono all'estero, anche se per pochi chilometri.
Già mi vedo il giornale titolare "Guardie Zoofile provocano crisi internazionale".

Veloci come il vento torniamo sui nostri passi e ci rimettiamo in attesa di altri veicoli.
Un'oretta dopo finalmente la fortuna ci arride ed il fiuto di $I percepisce uno dei mezzi che attendiamo con ansia al varco...

Questa volta sarà più divertente. Molto più divertente...

lunedì 19 maggio 2025

Riprova sarai più fortunato

Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo
Quarto capitolo

Intanto che inseguiamo il camion con gli sfortunati agnelli io mi metto in contatto con la polstrada di [REDATTO] i quali, come da miglior tradizione, cadono dal pero. Nel frattempo ricevo aggiornamenti, un altra squadra è all'inseguimento di un altro camion mentre l'ultima squadra, quella con $collega_PP si è spinta molto più ad est ed è entrata in territorio ungherese per verificare un allevamento rinomato per le condizioni particolarmente agghiaccianti con cui tratta e carica gli animali. $collega_PP mi conferma che le ragazze sono completamente prive del concetto di paura.
In mezzo al nulla più totale, in piena notte, dove c'è solo l'allevamento e un paio di tir nel bel mezzo delle operazioni di carico il trio si lancia all'ispezione. $collega_PP aveva seriamente paura che li facessero a pezzi per darli in pasto ai maiali.

La polstrada mi i informa che non hanno mezzi disponibili e mi suggeriscono di provare a contattare la stazione di [REDATTO +1]. $collega_PP aveva diligentemente preparato tutti i numeri e c'era anche questo. Da [REDATTO +1] anche loro dicono di non avere pattuglie da mandare, e intuendo come finirà la notte gli suggerisco di prepararsi comunque, visto che minimo un altro camion con numerose irregolarità arriverà a loro portata nella mattinata.

Insisto con le telefonate fintanto che attraversiamo l'Italia e finalmente la stazione di [REDATTO +5] si dimostra volenterosa e pronta a intervenire.
Io mi vergogno un po' della situazione, ma le ragazze mi raccontano di situazioni ben peggiori, come in Francia, quando hanno attraversato l'intera nazione da ovest a est senza che nessuno intervenisse e stufe hanno mollato l'insegnamento per andare direttamente dalla gendarmerie e trovarli tranquilli con le gambe incrociate sul tavolo. Dev'essere stato triste e divertente allo stesso tempo.
Ormai è mattina inoltrata quando la pattuglia ci intercetta e obbliga il camion ad arrivare alla loro stazione.
Il veterinario dell'ulss dapprima diffidente dopo un oretta si scioglie e inizia a collaborare con la nostra veterinaria. Nel primo pomeriggio l'operazione è compiuta e il camion è libero di ripartire, non prima di aver dovuto pagare molte decine di migliaia di euro per le tante infrazioni commesse. Siamo tutti molto appagati, anche gli agenti della polstrada che ci ringraziano; non gli capita spesso di intervenire su questa materia.
$T nel frattempo mi aggiorna sul loro pacco, e la preallerta della stazione più a nord ha funzionato. Il loro camion aveva irregolarità ancora più gravi. Degno di nota che la motrice è risultata completamente fuori norma, e quindi sottoposta a fermo amministrativo; dal sud Italia è quindi dovuto apposta partire un rimpiazzo.
Le catene di smontaggio si saranno dovute fermare, almeno per un po'.

Trionfanti ripartiamo verso nord ad attendere il prossimo passaggio, che non si fa attendere…

lunedì 12 maggio 2025

Contatto


Primo capitolo
Secondo  capitolo
Terzo capitolo

Molte ore dopo, nel parcheggio di un amena area di sosta slovena aspettiamo il passaggio dei camion. Il sesto senso di $I si attiva e ci lanciamo all'inseguimento dell'ennesimo rimorchio, questa volta è carico di poveri agnelli diretti alle catene di smontaggio, come le chiama $Collega_PP.
$I sorpassa lentamente per dar modo a me e $S di guardare dentro. Io vedo a malapena che è carico, mentre $S ha già stimato che il mezzo è sovraccarico e che gli animali sono di età miste e che non sono adeguatamente separati e che...
Anche la targa della motrice corrisponde ad una nota. bene, abbiamo il nostro primo pacco. Ora dobbiamo "solo" accertare le violazioni e far intervenire le autorità. La prima parte spetterà alle gentil donzelle, la seconda a me.
Pediniamo il mezzo e io suggerisco di tenere una maggior distanza in modo che i conducenti non si insospettiscano, ma mi spiegano che non è necessario visto che ormai il giornale di viaggio è fatto e non possono correggere le irregolarità, piuttosto è più facile perdere il contatto visivo a causa del traffico o dei caselli italiani. Io sono abituato ad altri tipi di inseguimenti.
Un centinaio di kilometri dopo il mezzo si ferma all'autogrill e noi anche. Le due investigatrici balzano fuori dall'auto ed armate di torce e videocamera iniziano ad ispezionare dall'esterno il rimorchio ed il belante contenuto.

Anche i due conducenti scendono dalla motrice.
È ormai buio.
Guardano le due ragazze.
Io vedo che c'è ben poca gente in giro.
Lo vedono anche loro.
I due energumeni si guardano tra di loro.
Guardano di nuovo le ragazze.
Si avvicinano a loro con fare poco rassicurante.

La cosa non mi piace.

Lesto come un giaguaro mi infilo la pettorina delle guardie e scendo anche io dall'automobile, imbracciano il mio torcione d'assalto a mo' di mitraglietta, ma restando dietro la portella.
I due energumeni mi guardano. Ci separano una decina di metri.
Si guardano di nuovo.
Guardano ancora le ragazze.
Guardano di nuovo me.
Anche io li guardo sempre imbracciando il torcione.
In tutto questo le ragazze sono sempre intente a ispezionare dall'esterno il rimorchio.
I due energumeni si girano e tornano verso la sulla motrice.
Se ne vanno.

Le due incosce due colleghe continuano ad ispezionare il camion fino a quando non si mette in moto ed inizia a fuggire, poi corrono verso la macchina pronte a lanciarsi all'inseguimento. Restano sorprese vedendomi così "minaccioso", io resto sorpreso nel constatare che il mio bluff ha funzionato.
$I balza al posto di guida e in pochi istanti raggiungiamo l'autoarticolato, che tanto distante non poteva andare. Nonostante il poco tempo a disposizione con grande efficienza le tedesche hanno comunque acquisito tutte le prove che servono, quindi inizio a comporre il numero della polstrada di [redatto]. Nel frattempo chiedo alle fanciulle se si sono rese conto di che rischio hanno corso; per tutta risposta dicono che lo fanno sempre ed è l'unico modo per ottenere informazioni certe prima di chiamare. Spiego loro che la linea di confine tra coraggio e incoscienza è sottile, loro replicano che anche noi guardie corriamo i nostri bei rischi. Touchè.

Questa è una delle incognite di operare con gente che non si conosce, di squadre o associazioni il cui modus operandi è tutto da scoprire; nasconde insidie ed interessanti opportunità di confrontarsi e migliorare.

Intanto riesco a prendere contatto con la stazione di [redatto] e inizio a spiegare la situazione…

lunedì 5 maggio 2025

Rendez-vous

Primo capitolo
Secondo  capitolo

Giunge il momento di partire, l'incontro è a Lubjana per il tardo pomeriggio. Io e $Collega_P decidiamo comunque di partire con discreto anticipo, la strada è lunga e l'imprevisto è dietro l'angolo. In origine avevamo deciso di usare autobus o treni, ma il tempo di percorrenza sarebbe diventato mostruosamente lungo, quindi si è optato per la mia macchina. Il TSB conferma di aver un buon grado di organizzazione, pianificano il nostro arrivo riservando un posto auto per la mia macchina per tutta la durata dell'operazione. Anche le squadre son già preparate, con ruoli, aree di intervento e strategie pianificate

Arriviamo per primi e prendiamo possesso delle nostre stanze per la notte, probabilmente l'ultimo riposo comodo che avremo per un po', ed esploriamo i primi dintorni dell'affascinante città. In un paio d'ore arriva il resto della squadra, ognuno autonomamente. Così facciamo la conoscenza di $I, $SG, $M, $SH, $MR e $KK e decidiamo di iniziare un breefing al bar vicino all'albergo. $T telefona per dire che è arrivata e decido di andarla a prendere all'ingresso dell'albergo, dimostrando immediatamente le mie abilità di investigatore non intuendo chi fosse quando, appena uscito dal bar, mi passa a fianco.

Con l'aiuto di un paio di birre la lingua si fa più fluente ed iniziamo a scambiarci storie ed aneddoti.
Abbiamo così conferma che il TSB opera questi controlli da molti anni e che hanno ormai grande esperienza. Il team è composto da personale che svolge queste attività a tempo pieno e che viaggia in tutto il mondo per svolgere le ispezioni, a volte coadiuvato da volontari; il restante tempo è impiegato nella produzione di dettagliati report per le autorità nazionali ed europee con i quali denunciano il mancato rispetto delle normative, la scarsa efficienza degli organi di controllo e quando è il caso anche i rischi per la salute pubblica. Tutto questo essendo una onlus. In passato sono riusciti a contribuire all'inasprimento di diversi regolamenti ed ad interdire le importazioni in Europa di certi tipi di carne, limitando così molto questi commerci particolarmente crudeli.

Ci viene spiegato in dettaglio il piano per l'operazione che durerà due giorni. Una squadra attenderà i camion sospetti al confine con l'Ungheria, sperando che non prendano una direttrice più meridionale proprio per aggirare i nostri controlli; le altre due squadre attenderanno più ad est per intercettarli e inseguirli fino al territorio italiano e se il caso fino al macello, approfittando di una loro eventuale sosta per poter guardare dentro al rimorchio ed accertare irregolarità. Io e $Collega_P siamo un po' perplessi, come fanno a capire quali sono i mezzi più "promettenti"? Scopriamo che in realtà loro hanno già una vaga idea di quali saranno i mezzi con irregolarità perchè sono sempre gli stessi. Le ditte di trasporto sono tante ma in genere ognuna ha la sua tratta con sempre le stesse motrici e gli stessi rimorchi, di cui le targhe sono ormai note, ed ogni ditta ha un suo diverso approccio al rispetto delle regole.

Noi in questi giorni daremo la caccia ad una delle peggiori.

Raccontano che il titolare di questa alcuni anni fa fu fermato da loro con la polstrada e disse, con malcelata arroganza, che preferisce prendere le sanzioni piuttosto che mettere a norma i suoi mezzi, gli costa meno, e che dei venti o trenta mila euro di sanzioni se ne frega, li scarica sui clienti.

Persone raccomandabili.

Si avvicina l'ora di cena e ci spostiamo verso un ristorante, e con l'occasione esploriamo altri scorci della città con $T che ci fa da guida. Davanti ad una lauta cena mettiamo a punto gli ultimi dettagli e le squadre. Io sarò con $I e $M; rispettivamente veterana e veterinaria, ed essendo io uno dei due interpreti ci muoveremo tra Slovenia ed Italia. $Collega_P molto diligentemente ha preparato un elenco - rigorosamente cartaceo - con tutti i numeri di telefono di tutti i comandi di polizia e delle centrali operative che incontreremo lungo la strada, da Trieste a Roma.

Ci spiegano che quest'anno hanno anche già allertato la polstrada di $Città con la quale dovremmo collaborare per i controlli con alcuni mesi di anticipo. Hanno anche ricevuto una risposta dal comandante che conferma la loro disponibilità a fornire assistenza. Siccome le ragazze sanno come funzionano le cose, ogni squadra ha la sua bella copia delle lettere da esibire quando cascheranno tutti dal pero sostenendo di non sapere nulla e di non essere stati informati...

lunedì 28 aprile 2025

Partenza

Passa un mese, e nel frattempo otteniamo maggiori dettagli da $T in merito all'operazione. Durerà tre o quattro giorni e ci muoveremo tra l'Ungheria e l'Italia. Il piano è intercettare mezzi sospetti lungo le direttrici di traffico principali e seguirli al fine di acquisire informazioni e nel caso chiedere il supporto della polizia stradale e dell'ulss affinché accertino le irregolarità e sanzionino i trasportatori.
La cosa è interessante perché le sanzioni sono a tre e quattro zeri; se è vero quello che dicono, cioè che ad ogni operazione riescono a far fermare e sanzionare tre o quattro camion è un bel colpo. Niente in confronto alle decine che transitano ogni giorno per settimane, ma penso che sia il massimo che si può fare. Resta da capire come fanno a individuare i camion più interessanti, forse è l'esperienza.
Scopriamo anche che il TSB svolge spesso e da molti anni operazioni simili in tutta Europa e nel mondo e conoscono bene le normative europee ed extraeuropee.
Infine preparano un bel report per l'unione europea cosicché le responsabilità vengano accertate.
Strategia molto acuta ed efficace, se è vero che le autorità italiane in genere si dimostrano disinteressate se non complici, quelle europee invece sono più efficaci e vanno a fondo della questione, anche se lentamente. Un esempio lo abbiamo avuto con la questione dei roccoli, settimane di lavoro a raccogliere informazioni sul campo e accertando le irregolarità che avvengono nei roccoli, report trasmesso alla commissione ambiente. Grazie anche all'interessamento dell'inossidabile Andrea Zanoni l'iter fu particolarmente rapido e le amministrazioni fecero marcia indietro.

Mi torna in mente un simpatico aneddoto raccontato da un collega della stradale dell'Emilia Romagna alcuni anni prima. Un giorno loro, carabinieri, ulss e chi più ne ha più ne metta vennero convocati dall'ispettore regionale, particolarmente adirato.
$Ispettore: Sono inca$$ato come una iena, perhé voi non fate il vostro lavoro, migliaia di camion arrivano pieni di irregolarità e voi non solo li lasciate passare senza controllarli - ora si rivolge a quelli dell'ulss - ma li rilasciate pure l'autorizzazione! E così l'unione europea rompe i $c0gl10ni al governo, il governo li rompe al ministro dei trasporti e lui li rompe a me, ed ora io li rompo a voi! - Inizia a battere il pugno sul tavolo - Da adesso voglio veder passare sul mio tavolo ogni relazione, ogni verbale ed ogni autorizzazione connessa al trasporto di animali. Ogni giorno. 

La nuova politica durò solo alcuni mesi, giusto il tempo che si calmassero le acque. Che c'entrino i nostri nuovi amici del TSB? Probabile.

La cosa si preannuncia sempre più interessante.

lunedì 21 aprile 2025

TSB - AWF


Io: Cosa?
$Caponucleo: La sede ENPA di Genova ci ha chiesto di prendere contatto con questi volontari dalla Svizzera, chiedono supporto per una operazione internazionale. Riguarda i trasporti. Prendi il numero e prova a sentirli, te che parli inglese.
Io: Che c'entra Genova?
$Caponucleo: Avevano il loro contatto, allora Genova ha chiesto a Roma e loro hanno pensato a noi, visto che siamo molto attivi.
Io: Mannaggia a noi e al nostro essere molto attivi.
Non so bene il perché ma questa cosa all'inizio non mi sembrava una buona idea, sarà stata diffidenza.
Finché gli altri discutono di altre faccende io chiamo questo numero e faccio la conoscenza di $T, fortunatamente lei parla molto bene l'italiano e cominciamo a mettere i doppi puntini sulle ü e i taglietti sulle t, infatti l'associazione di cui fa parte è la tedesca Animal Welfare Foundation - Tierschutzbund Zürich.

In pratica stanno pianificando un'attività di ispezione sui trasporti animali dall'est Europa verso dei macelli del centro Italia. Da operazioni già svolte in passato sanno che le irregolarità sono endemiche: sovraffollamento, mancato rispetto delle pause, falsificazione dei documenti e molto altro sono la prassi. Hanno però bisogno di interpreti che facciano da collegamento sul posto con la polizia e che li aiutino.

Cosa che non sapevo, l'Italia è grande consumatrice di carne di cavallo ed agnelli, specialmente al sud, e nel periodo di natale e pasqua il numero di mezzi in transito aumenta enormemente per soddisfare l'immensa richiesta.

Dalle mie precedenti esperienze in merito a trasporti di animali vivi so che la situazione generale è disgustosa, quindi mi riesce facile immaginare che $T abbia ragione.
Però sono ancora perplesso, non ho mai sentito parlare di loro prima e non sono del tutto convinto di voler lanciarmi in quest'avventura che durerà giorni.
Io: Ok, ma perchè dovrei andare proprio io?
$Caponucleo: Andrete te e $collega_P, visto che parlate bene inglese
Formeremo due o tre squadre, quindi un paio di interpreti servono.
Dei preparativi per fortuna non ce ne occupiamo, faranno tutto loro visto che hanno una certa esperienza a riguardo.

Ormai sono a bordo...

lunedì 22 gennaio 2024

Bocca di lupo

 No, non quel lupo.

Siamo in alta provincia chiamati ad eseguire una perquisizione con sequestro nei locali di [REDATTO] per animali non tenuti tanto bene. Come consuetudine in queste occasioni ci accompagnano i carabinieri per la parte delle armi e della pubblica sicurezza. Fintanto che espletiamo le nostre funzioni due dei carabinieri restano fuori per tenere a bada la folla di curiosi formatasi e nel frattempo, visto che la situazione è tranquilla, fumano una sigaretta. Il mozzicone cade nella bocca di lupo li vicino e uno dei curiosi li vicino si rivolge timidamente al carabiniere

«È meglio non buttare i mozziconi accesi li dentro»
«Hai ragione, altrimenti se ne accumulano, chissà quanto sporco finisce...»
«No no, nessun problema, l'importante è che non siano accesi»
«Perchè?»
«Ah... Beh... Ecco...»

L'altro carabiniere fa una faccia strana, prende una torcia dalla tasca e illumina il fondo della bocca di lupo

 


Nota: L'articolo di giornale non si riferisce a quell'episodio, ma a un altro; non sono riuscito a trovare quello giusto. Il concetto però rimane lo stesso.

giovedì 22 settembre 2022

L'ennesimo caso

Caso, seguito da dei colleghi, che ha avuto un grandissimo risalto mediatico.
La cosa che mi lascia perplesso è che non è l'unico caso del genere seguito dal nucleo. Non è neanche il più grave. Nelle settimane precedenti ne abbiamo avuti di ogni colore, tutti passati in sordina o quasi. Ma questo no.
Non capirò mai davvero come funzionano ste robe…

dfg

QUESTORE:

SEQUESTRO AMMINISTRATIVO delle ARMI e REVOCA del PORTO D’ARMI

 

Lo scorso 30 agosto tale A. B. – cacciatore di 63 anni residente a Costabissara - aveva deciso di sopprimere il proprio cane sparandogli un colpo di fucile da caccia con una delle armi da egli detenute regolarmente.

Il gesto era stato motivato dal cacciatore in quanto non intenzionato a spendere il denaro necessario per procedere alle cure veterinarie che si erano rese necessarie per curare l’animale, travolto in precedenza da un auto e rimasto lesionato.

In quell’occasione le Guardie Zoofile dell’Ente Nazionale Protezione Aanimali (ENPA), intervenute in occasione del grave episodio, avevano accertato la cruenta uccisione del cane e denunciato A. B. alla Autorità Giudiziaria per violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale (uccisione di animali), nonché segnalato l’accaduto al Questore della Provincia di Vicenza per le valutazioni di sua competenza.

Al termine delle attività istruttorie effettuate dalla Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, il Questore Paolo Sartori, questa mattina, dopo aver valutato la vicenda nel suo complesso, ha disposto il RITIRO di tutte le armi e le munizioni detenute da A. B., nonché la REVOCA del Porto d’Armi di cui costui era titolare.

mercoledì 12 gennaio 2022

E io sono il tostapane

Giorni fa ho fatto un salto in questura a consegnare dei fascicoli.

Con il distintivo mi facevo largo tra il multiculturalismo davanti il cancello dell'ingresso per raggiungere la guardiola quando un vecchietto salta fuori urlando stizzito al poliziotto «quanto ghe voe par el rinovo del porto fusie, *xe quasi n'ano che speto». L'agente educatamente lo manda a gli dice che è il giorno sbagliato, e che per le licenze porto armi deve ripassare il giorno dopo; poi si gira verso di me.

Avete presente quella vocina nel cervello che tutti noi abbiamo e che ci trattiene dal dire cose che non dovremmo? Ecco, la mia invece mi da suggerimenti...

Ad alta voce dico alla guardiola: «Sono una guardia dell'ENPA, devo consegnare dei fascicoli della procura per l'avvio di revoche porto fucile uso caccia...»
La guardiola apre il cancello e mi fa entrare. Sento caldo dalla mia sinistra. La vocina nel cervello canticchia il ritornello ...Hai le fiamme negli occhi, se mi guardi mi bruci...

 

 A volte mi diverto...

lunedì 10 febbraio 2020

Trentacinque anni e non sentirli

Ci muoviamo furtivamente nella boscaglia tentando di cogliere di sorpresa le nostre prossime vittime. Questa volta non siamo riusciti ad eludere le vedette poste dai cacciatori per informarli dell'arrivo della vigilanza, quindi ormai tutta la valle e conscia della nostra presenza. I peggiori saranno ormai scappati, ma c'è sempre qualcuno che rimane approfittando del minor numero di "concorrenti" e sperando di non essere controllato o che non ci accorgiamo delle irregolarità.
Raggiungiamo l'ennesima discarica spacciata per "tradizione veneta". L'occupante oppone una futile resistenza invocando diritti alla privacy, norme inesistenti e le -immancabili- improbabili divinità.
"Ottenuti" i documenti del cacciatore e dei richiami iniziamo il balletto dei controlli, con un cacciatore sempre più spazientito; sta perdendo minuti preziosi del suo hobby, chi glieli rimborsa? Proprio in quel momento passa un gruppetto di tordi e il nostro eroe, forse per riflesso pavloviano, per un attimo mima l'atto di imbracciare un fucile fatto d'aria per prendere la mira, realizza quanto ha fatto e si incazza ancora di più. Ora oltre al tempo sta pure perdendo prede!
Controllando i documenti dei richiami ne spicca uno in particolare, molto vecchio, datato nei lontani anni 90.
Io: Caspita! Questo tordo è pure più vecchio di me!
Ho sentito di esemplari che in cattività hanno superato la decina di anni, ma raramente superano i sette. In più questo esemplare era palesemente giovane
Io: Complimenti! Ci sveli il suo segreto!
$Cacciatore: Ehhh, behh, ecco....
Il segreto è il cambio d'anello. Quando un richiamo muore se ne compra uno nuovo - rigorosamente dal mercato dell'uccellagione, perché canta meglio - e gli si infila su l'anello vecchio, tagliato o allargato in modo da passare comunque attorno alla zampa del povero malcapitato. Spesso la procedura rompe comunque le dita delle zampe, ma tanto non gli servono più, da ora e per sempre vivrà in una gabbietta.
Decidiamo di verificare con il calibro a corsoio il diametro degli anelli e con le lenti l'integrità, ma questo prevede di maneggiare i volatili, e questo secondo le superstizioni dei cacciatori provocherebbe l'undicesima piaga d'Egitto, il mutismo del richiamo. Il cacciatore scatena tutta sua collera per impedirci di compiere l'empio gesto, sa bene cosa scopriremo e a cosa va in contro. Gesta inutili, la verità viene comunque a galla e numerosi altri anelli risultano manomessi.

Gli amanti della natura non si smentiscono mai.

A seguito degli accertamenti compiuti dalla forestale alcuni richiami, tra cui il "trentacinquenne" verranno liberati in quanto ancora abili alla vita selvatica, altri invece necessiteranno di riabilitazione e verranno liberati a primavera.

lunedì 4 novembre 2019

Denteblu

Tanto per cambiare sono in macchina con $Collega_M verso nuove e mirabolanti avventure. Il discorso piano piano finisce sulle sue recenti non-così-mirabolanti avventure con la polizia locale.
M: Qualche giorno fa mi hanno fermato perché ero alla guida col cellulare...
È un problema abbastanza sentito. Giustamente la normativa è severa, ma d'altro canto in molte situazioni ci troviamo a dover coordinarci, oppure a ricevere informazioni da segnalanti.
M: ...Stavo facendo la rotatoria della zona industriale e loro erano lì, e mi hanno beccata...
Poi ovviamente usiamo il telefono anche per i fattacci nostri, ma quella è un'altra storia. Per questa ragione ho comprato un auricolare bluetooth. La Twingo non è equipaggiata come le auto moderne.
Io: Cos'è? La seconda volta?
M: Terza... credo.
Da poco il codice della strada era stato inasprito, quindi la prossima volta per $Collega_M verosimilmente sarebbe scattata la sospensione della patente.
Io: Quanti punti ti restano?
M: ...
Era meglio non toccare il tasto.
M: Finirò rovinata, multe da pagare, corsi di recupero punti... Lavorerò solo per pagare multe...
Effettivamente la guida al telefono non è l'unico problema, neanche il più grave.
Però mi viene in mente una cosa.
Pastroccio un attimo con le configurazione della sua macchina, raggiungo il menù del bluetooth ed è come immaginavo. Prendo il suo cellulare, cerco nuovo dispositivo, accoppio, confermo il codice di sicurezza. Abbinamento riuscito. Poi dal suo telefono chiamo il mio. Pochi secondi dopo nell'autovettura si diffonde il classico suono di un telefono che attende la risposta dell'altro.
$Collega_M assume un espressione mista tra l'entusiasmo di chi ha un problema in meno, il dolore di chi realizza che poteva avere qualche centone in più nel portafoglio e la rabbia di chi...
M: ARM_! Non potevi farlo prima?
Io: E perché non l'hai fatto tu? È la tua macchina, mica la mia.
M: E io come facevo a saperlo?
Apro il bauletto portaoggetti, dentro c'è il manuale d'uso e manutenzione dell'autovettura. Ovviamente ancora chiuso nel cellophane. Lo estraggo e glielo mostro.
Io: Leggendo qui, è sicuramente scritto insieme a molto altro.
Lei si ritrae come un vampiro alla vista di un crocifisso.
M: Mai letto.
Io: Lo avevo intuito.
Poco dopo giungiamo a destinazione e il discorso cade. Chissà quanti segreti ancora racchiude quel misterioso manuale, che oggi sicuramente è tuttora avvolto nel suo cellophane.

martedì 22 ottobre 2019

h36

Veniamo contattati da un signore a cui hanno sparato al cane. Viene da un posto vicino a $contrada_abominio, luogo di inenarrabili nefandezze di cui già molte volte ho parlato. Una delle roccaforti del bracconaggio in provincia e probabilmente anche in Italia.
Diciamo al signore di raggiungerci in comando per le deposizioni, in modo partire con le indagini, e gli diamo disposizione di portare la salma del cane dal veterinario per radiografie e altri esami di rito. Ebbene sì, gli hanno sparato.

Qualche giorno dopo il signore ci raggiunge in comando e quando entra rimaniamo tutti molto sorpresi.
Ormai abbiamo un sesto senso, quasi un dono magico: riconosciamo al volo un cacciatore anche se non è in mimetica ed armato. Non so spiegarlo, ma la definizione che mi viene meglio è "faccia da tagliagole".
E lui ce l'aveva.

Che ci fa un cacciatore da noi? Per giunta di $contrada_abominio". Chiede aiuto? Mai successo prima. L'odio che nutrono per noi è qualcosa di viscerale, forse genetico. Non lo farebbero mai. Che sia una trappola?
Lì le faide tra famiglie partono per futili motivi e durano generazioni, il ricorso alla giustizia è vista come un onta, un disonore, figuriamoci ricorrere agli animalari, come ci chiamano.

Il signore inizia a spiegarci la storia. Tutto è iniziato per una contesa su una preda abbattuta, che poi è proseguito nel tempo con angherie e dispetti fino all'esecuzione del suo cane.

Perché ci racconta tutto questo? Quel genere di cose se le risolvono sempre da soli tra di loro. L'omertà regna sovrana, nessuno vede, sente o sa mai nulla, a meno che non sia minacciato di confisca delle armi e revoca della licenza; in qual caso venderebbero anche il loro migliore amico. Ma non è questa la situazione.

Il cane giustiziato è un meticcio.
Strano, i cacciatori raramente hanno meticci. 
Infatti non era il cane da caccia, ma il cagnetto da compagnia della famiglia.

È difficile riuscire a spiegare la dicotomia nella mente di questa gente: hanno cani, ma a volte alcuni vengono lasciati liberi anche per casa, salgono sul divano, dormono al caldo, vengono coccolati; mentre quelli da caccia vengono segregati nel serraglio al freddo senza contatto umano se non quando "servono" per la battuta. - Come le due cose convivano e vengano considerate normali è un mistero che forse un giorno la scienza potrà spiegare -

Ed ecco perché tanta disperazione e dolore. Non gli hanno ucciso la bestia da riporto, ma il cane di famiglia. Probabilmente la cosa ha innescato dei processi nella sua mente e l'impensabile è avvenuto. Infatti è qui davanti a noi che in un racconto fiume descrive tutto ciò che sa e vede nella vallata. Molte cose non le sapevamo neanche noi, roba da far rabbrividire - o vomitare per chi non è abituato - cose che altrimenti, secondo me, non racconterebbe neanche se avesse una pistola carica puntata alla tempia.

$Collega_PP: Sì, infatti, sappiamo che ci sono molti problemi di bracconaggio su dalle sue parti, che è endemico, e molto frequente...
Il signore sgrana gli occhi e stupito fissa il mio collega replicando
$Cacciatore: Cooosa? No, lei non ha capito, non è frequente. Da me si va di frodo trentasei ore al giorno, cinquecento giorni l'anno. Non è frequente. Lì da me non c'è nessuno di sano.

L'epilogo, come molte altre volte, non si può raccontare.



lunedì 6 maggio 2019

In vino non veritas

Come tradizione siamo io e $CollegaM in servizio. È un gelido pomeriggio di gennaio, e da alcuni giorni la temperatura fatica supera lo zero.
Giungiamo in $località, al cospetto di due cani lasciati all'addiaccio senza un riparo degno di questa definizione. I due cani rimanevano attaccati l'uno all'altro cercando di riscaldarsi dentro una pseudobuca scavata nel terreno ghiacciato.
Fatti i rilevamenti di rito suoniamo al campanello della bidonville e, dopo un bel po' di insistenza, risponde... Un signore, che chiameremo $SC. Si aggrappa al balconcino della finestra e si affaccia. È Anziano. Con parecchio alcool in corpo. Tanto. Una sua alitata potrebbe ubriacare per risonanza la madonnina del capitello in paese.

Io: Buongiorno! Sono l'agente $ARM_, lei è la collega $M
SC: Ewpfhvbb...
Io: Come si chiama?
SC: Mawa... Non lo so
Io: Lei non sa come si chiama?
SC: Miahwwnn... Ma non lo so
Io: C'è qualcun altro in casa?
SC: C'è... Alba... HIC!
Io: E dov'è la signora Alba?
SC: È andata via col camper... Sì, col camper...

Io e $collegaM ci voltiamo e vediamo il camper, parcheggiato. Mattoni sotto i mozzi, pneumatici accatastati li a fianco.

$M: Con quel camper?
SC: Sì
Io: Ma lei dove abita?
SC: Mawa... Non lo so
Io: Lei vive qui?
SC: Sì
IO: Quindi abita in questa casa?
SC: Ma non lo so...
$M: Qual'è il suo nome?
SC: Non lo so...
Io: Si chiama Ugo Rossi?
$SC mi guarda perplesso
SC: No, sono Mario Rossi
Io: Mario Rossi?
SC: No, sono Mario... Mario Ugo Rossi
$M: Mario Ugo Rossi?
$SC squadra $Collega_M, spaventato
SC: Chi te l'ha detto?

Non riusciamo a capire se è solo ubriaco spolpo o se fa anche finta.

Nel frattempo il cagnetto più piccolo, di una razza senza sottopelo esce dalla pseudobuca e si avvicina alla recinzione del minuscolo recinto. Accendo la telecamera per filmarlo, o almeno ci provo. Sul display compare un bel messaggio d'errore "avaria - temperatura troppo bassa".

$M: È suo quel cane?
SC: No... HIC
$M: E di chi è?
SC: ...Mio

Andiamo bene andiamo...
Decidiamo di chiedere supporto della polizia locale, se non altro per individuare dei parenti oppure eventuali tutori. Con il loro aiuto riusciamo ad avere conferma delle generalità. In realtà la segnalazione era ben circostanziata, ma una carta di identità vale molto di più.
Anche gli agenti di polizia rimangono sorpresi dalla situazione di degrado in cui versa l'area.
Nel frattempo il sole scende sotto l'orizzonte ed inizia il crepuscolo, la temperatura precipita ulteriormente. Sempre con gli agenti di polizia riusciamo a verificare la stalla annessa al fabbricato, dove la situazione invece non era neanche tanto male. C'erano cavalli e porcellini d'india.
In tutto questo $SC continua a negare l'esistenza di animali nella stalla.

SC: Noon ci sono ... hic... animali. Non c'è niente
Polizziotto: E quindi quello lo vediamo solo noi
SC: Sì, hic!

Cominciamo ad avere conferma che è più furbo di quanto credessimo, l'effetto del vino cominciava a svanire.
Gli agenti di polizia si congedano, dicendo che avrebbero tentato di contattare dei parenti, loro hanno accesso all'anagrafe e allo stato di famiglia, pertanto noi procediamo a chiamare il veterinario dell'ulss.
Fortunatamente l'operatrice dell'ulss è abbastanza sveglia e ci passa immediatamente il veterinario, meno fortunatamente il veterinario non pare molto propenso a intervenire.

$Vet: Ma insomma, non c'è nessuno in grado di prendersi cura di questi due cani?
Io: Guardi, c'è solo il signor $SC, e mi creda, non è in grado di prendersi cura neanche di se stesso.
$Vet: Ma è un totale inetto?
IO: Non è stato neanche capace di dirmi come si chiama o dove abita, sebbene sia all'interno della sua stessa abitazione.
$Vet: E nessun altro può fare qualcosa?
Io: Ne dubito, comunque il mio problema è che, per quello che vedo, questi due cani non supereranno la notte

Passata una mezzoretta; io e $Collega_M iniziamo a valutare se procedere con un sequestro d'iniziativa o meno quando ecco arriva il furgoncino del cinovigile.
$M: Buonasera. Cosa ci fa lei qui?
$Cinovigile: Mi ha mandato la dottoressa $Vet a vedere la situazione

Esatto. Non voleva muoversi ed ha preferito scomodare il povero $Cinovigile. Accompagniamo quindi il nostro ospite e con le torce illuminiamo l'abominevole antro dove sono reclusi i due poveri animali. $Cinovigile estrae il cellulare.
$Cinovigile: Dottoressa ... Sì, è meglio se viene anche lei. Sì ... Davvero, la sua presenza è necessaria.

Quindi attendiamo tutti l'arrivo della dottoressa al calduccio dentro l'automobile.
Una ventina di minuti dopo $VET si presenta con un grazioso cappottino e scarpe molto eleganti, tacco alto, poco adatte alla discarica in cui ci trovavamo. Apprendiamo che $Vet era ad una cena con amici, ecco spiegata la riluttanza e gli abiti non propriamente idonei. Vorrei anche io essere pagato per stare a cena con amici.

Nel frattempo giunge anche l'allegra famigliola di $SC, il cui genero è pareccio irritato... da $SC. Intuiamo che $SC sia un piantagrane e che il resto della famiglia ne sia stanca; io, $Collega_M e $Cinovigile cerchiamo di calmare gli animi, il genero manifesta la sua rabbia e frustrazione e $SC se la ride di gusto.

Alla fine con la figlia di $SC e $VET decidiamo di spostare i due cani nella stalla, non è la sistemazione ideale ma almeno la temperatura è accettabile, e nei giorni successivi la figlia ed il genero se li sarebbero portati a casa.

lunedì 15 aprile 2019

Ortensie, archetti ed un sacco di guai

Collega_PP racconta
$contrada_abominio. Giunge segnalazione di un simpatico vecchietto che come hobby in un grande giardino coltiva ortensie e piazza archetti in mezzo alle stesse.

Per chi non lo sapesse l'archetto è uno dei tanti strumenti con cui i veri amanti della natura si prendono cura degli animali; in particolare si tratta di una specie di piccola tagliola che scatta quando un uccellino si posa sopra spezzandogli le zampe ed intrappolandolo. La povera creatura in genere rimane a penzolare per ore, fino a quando la morte non sopraggiunge per sete o dolore.
Queste attività criminali sono molto diffuse e redditizie, specialmente in zona, servono per rifornire i ristoranti che propongono il famoso "spiedo de oseo", piatto così ricercato e ben pagato da giustificare il rischio per il ristoratore di vedere sospesa la licenza per qualche settimana. In caso di recidiva molto di più.

$Caponucleo suona al citofono del vecchio bracconiere e si qualifica. L'ottuagenario reagisce in modo abbastanza prevedibile; dopotutto il malvagio $caponucleo, dispensatore di morte, pestilenze e altre cattive cose è alla sua porta, chissà cosa vorrà fargli. Rubargli l'anima? Portarlo con sé negli inferi? O peggio sequestrargli uccelli e fucili? Infatti l'arzillo vecchietto si barrica in casa adducendo come scusa che non si fida e che in giro c'è tanta brutta gente, poi si dedica all'unica cosa che può tentare: sbarazzarsi del bottino. Per questa ragione $collega_PP e $collega_RP si erano nascosti in punti strategici in modo da vedere le sue mosse, così da castigarlo a dovere.
Visto che il vegliardo non vuol sentir ragioni si decide di chiamare in supporto i colleghi dell'arma, i quali giungono in tre.
Anche i carabinieri non ottengo successo nel far ragionare il vecchio, che continua a fare il finto tonto, ma purtroppo per lui gli sono capitati i carabinieri sbagliati.
Carabiniere1: Come non sa chi siamo?
Ottuagenario: Nono e non mi fido
Carabiniere2: Vede? Distintivo, divisa, macchina con lampeggianti e scritta "CARABINIERI"…
Ottuagenario: Non mi interessa, io non vi conosco, non apro
Carabiniere3: Sì che ci conosce, lei è venuto giusto qualche giorno fa per il rinnovo del porto d'armi, lo ha dato in mano proprio a me!
Ottuagenario: Comunque non apro
La conversazione è andata avanti più del necessario, irritando particolarmente $caponucleo ed i carabinieri. Nel frattempo anche $collega_PP e $collega_RP li raggiungono. Il vecchio vedendo aumentare il numero di assedianti decide di chiamare in soccorso il genero, il quale poco saggiamente contribuisce al giramento di palle collettivo.
Con sommo dispiace del vecchio e del genero alla fine i carabinieri decidono di entrare comunque con le guardie al seguito, ognuno per la sua competenza. 
Gli archetti ed un sensibile numero di volatili protetti, congelati e non, vengono trovati giusto al di là della recinzione di proprietà, patetico tentativo di addossare la colpa al vicino di casa, mentre i carabinieri portano via un discreto numero di fucili e munizioni.

Chiaccherando con i carabinieri al termine apprendiamo con soddisfazione che hanno intenzione di revocare la licenza di porto d'armi, di uno così non si fidano neanche un po'