lunedì 8 maggio 2017

Mission accomplished

Correva l'anno 2012
Giunse segnalazione di un addestratore di cani che adottava tecniche poco ortodosse. Animali resi completamente succubi e psicologicamente dipendenti dall'addestratore, tra le varie cose tenuti chiusi in angusti trasportini per tempi lunghi.
A quanto ci risultò riusciva a farla franca da molto tempo, eludendo i controlli di vari organi. Lo stesso responsabile di $organo_di_vigilanza ci disse che se proprio volevamo provare a incastrarlo potevamo tentare, ma che era tempo sprecato, loro ci provavano da vent'anni...
I cani erano venduti a prezzi esorbitanti, probabilmente autentiche macchine da caccia. Animali il cui comportamento era però completamente condizionato e snaturato. Li si può ancora definire cani?
Le indagini furono complesse ed articolate, gli appostamenti lunghi. Servivano prove inoppugnabili.
Il lavoro ben fatto fu ripagato con la conferma da parte della magistratura e il sequestro delle povere creature.
Come sovente accade nel mondo della caccia le regole sono viste più come un suggerimento, cose belle a dirsi ma fastidiose e disattese nei fatti. Ad ulteriore dimostrazione la polizia durante l'esecuzione del decreto di sequestro nell'abitazione dell'addestratore rinvenne [omissis], fatto abbastanza grave. Che io sappia il processo per quelle cose è ancora in corso.
Ovviamente non poteva finire semplicemente con il decreto penale. Perchè loro hanno ragione, è giusto addestrare così. Semmai è il resto del mondo ad essere in torto. Ergo urge opposizione e processo.
Processo che dopo perizie, testimonianze e quant'altro si concluse con una bella condanna.
Come già detto non può finire così, dopotutto un addestratore pluripremiato non può essere condannato, urge nuovo ricorso.
Alla fine della fiera, nel 2016 ci fu il pronunciamento della cassazione, che diede una bella cassata al nostro eroe confermando quanto stabilito in precedenza e pronunciando una bellissima sentenza che sarà molto importante in futuro.
Come dice il proverbio, non tutto il male vien per nuocere.

foto articolo di giornale


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