lunedì 15 aprile 2019

Ortensie, archetti ed un sacco di guai

Collega_PP racconta
$contrada_abominio. Giunge segnalazione di un simpatico vecchietto che come hobby in un grande giardino coltiva ortensie e piazza archetti in mezzo alle stesse.

Per chi non lo sapesse l'archetto è uno dei tanti strumenti con cui i veri amanti della natura si prendono cura degli animali; in particolare si tratta di una specie di piccola tagliola che scatta quando un uccellino si posa sopra spezzandogli le zampe ed intrappolandolo. La povera creatura in genere rimane a penzolare per ore, fino a quando la morte non sopraggiunge per sete o dolore.
Queste attività criminali sono molto diffuse e redditizie, specialmente in zona, servono per rifornire i ristoranti che propongono il famoso "spiedo de oseo", piatto così ricercato e ben pagato da giustificare il rischio per il ristoratore di vedere sospesa la licenza per qualche settimana. In caso di recidiva molto di più.

$Caponucleo suona al citofono del vecchio bracconiere e si qualifica. L'ottuagenario reagisce in modo abbastanza prevedibile; dopotutto il malvagio $caponucleo, dispensatore di morte, pestilenze e altre cattive cose è alla sua porta, chissà cosa vorrà fargli. Rubargli l'anima? Portarlo con sé negli inferi? O peggio sequestrargli uccelli e fucili? Infatti l'arzillo vecchietto si barrica in casa adducendo come scusa che non si fida e che in giro c'è tanta brutta gente, poi si dedica all'unica cosa che può tentare: sbarazzarsi del bottino. Per questa ragione $collega_PP e $collega_RP si erano nascosti in punti strategici in modo da vedere le sue mosse, così da castigarlo a dovere.
Visto che il vegliardo non vuol sentir ragioni si decide di chiamare in supporto i colleghi dell'arma, i quali giungono in tre.
Anche i carabinieri non ottengo successo nel far ragionare il vecchio, che continua a fare il finto tonto, ma purtroppo per lui gli sono capitati i carabinieri sbagliati.
Carabiniere1: Come non sa chi siamo?
Ottuagenario: Nono e non mi fido
Carabiniere2: Vede? Distintivo, divisa, macchina con lampeggianti e scritta "CARABINIERI"…
Ottuagenario: Non mi interessa, io non vi conosco, non apro
Carabiniere3: Sì che ci conosce, lei è venuto giusto qualche giorno fa per il rinnovo del porto d'armi, lo ha dato in mano proprio a me!
Ottuagenario: Comunque non apro
La conversazione è andata avanti più del necessario, irritando particolarmente $caponucleo ed i carabinieri. Nel frattempo anche $collega_PP e $collega_RP li raggiungono. Il vecchio vedendo aumentare il numero di assedianti decide di chiamare in soccorso il genero, il quale poco saggiamente contribuisce al giramento di palle collettivo.
Con sommo dispiace del vecchio e del genero alla fine i carabinieri decidono di entrare comunque con le guardie al seguito, ognuno per la sua competenza. 
Gli archetti ed un sensibile numero di volatili protetti, congelati e non, vengono trovati giusto al di là della recinzione di proprietà, patetico tentativo di addossare la colpa al vicino di casa, mentre i carabinieri portano via un discreto numero di fucili e munizioni.

Chiaccherando con i carabinieri al termine apprendiamo con soddisfazione che hanno intenzione di revocare la licenza di porto d'armi, di uno così non si fidano neanche un po'

lunedì 25 febbraio 2019

The Adama Maneuver

Come ogni anno l'assicurazione RC Auto scade, e giunge il triste momento di stipularne una nuova, pertanto decido di leggermi con cura condizioni contrattuali ed esclusioni.

Illuminante.

  • Le assicurazioni non coprono i danni provocati da guerre, scioperi, sommosse e tumulti popolari.
Se urto un carrarmato mi tocca pagare di tasca mia?

  • Non sono altresì coperti i danni dovuti a terremoti e fenomeni atmosferici aventi caratteristiche di calamità naturali.
Come diamine faccio a tamponare una tromba d'aria?

Ma fin qui niente di eclatante, tutte cose che effettivamente si possono incontrare sebbene io non comprenda bene che correlazione abbiano con l' assicurazione per la semplice responsabilità civile.

Il meglio viene dopo

  • L'assicurazione non copre i danni provocati direttamente o indirettamente da processi di fissione, fusione o transmutazione del nucleo atomico, siano essi di origine naturale o artificiale.
Devono avere avuto seri problemi a riguardo.

Infine, la chicca

  • Non sono coperti i danni derivanti da impatto con vascelli orbitanti o parte di essi.
Finché guido non guarderò più il cielo nello stesso modo...

lunedì 4 febbraio 2019

Il più buono

È una piacevole mattina di inizio autunno. Siamo comandati nella bassa provincia per controlli di caccia. In genere in quelle zone sono tutti abbastanza bravi, nel senso che i furbi non mancano però si tratta solitamente di violazioni amministrative e problemi con i richiami. Ecco, c'è sempre quello che sfora il carniere, ma probabilmente è un "must"; se non tornano a casa con qualche uccello in più la giornata non può dirsi completa completa.

Raggiunto l'ennesimo capanno iniziamo il balletto dei controlli e delle verifiche. Verificando le generalità noto che il cacciatore non è della zona, risiede a $wild, località rinomata perchè il bracconaggio è endemico e la forestale, quando ci va deve organizzarsi bene e stare attenta; non sono per nulla i benvenuti. C'è anche da dire che la natura lì è decisamente ricca e i cacciatori locali non hanno ragione di andare altrove.

Io: Signor $Gianni, per curiosità, vedo che lei non è di qui.
$cacciatore: Sì, infatti, è un bel po' di strada.
Io: E perchè non resta su dalle sue parti? Sono bei posticini.
 Il cacciatore mi guarda di taglio, perplesso.

$cacciatore: Ma te sai com'è la situazione lassù?
Io: Sì, so che dalle sue parti i compari suoi sono... diciamo... particolarmente esuberanti ed entusiasti.
$cacciatore: El pì bon ga le reti

E questo riassume tutto.

martedì 15 gennaio 2019

La Banda Bassotti

CACCIA, EMENDAMENTI DELLA LEGA AL DECRETO SEMPLIFICAZIONI PER STRAVOLGERE LA LEGGE NAZIONALE 
SULLA TUTELA DELLA FAUNA
Le associazioni: "Irresponsabilità istituzionale e gravità estrema.
Bocciare subito le proposte come inammissibili".

"Uno stravolgimento della legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna e la riapertura di contenziosi europei, risolti dopo anni di lavoro e condanne della Corte di Giustizia: a questo porterebbero gli emendamenti al Decreto Semplificazioni. Bocciarli subito come inammissibili e mettere al sicuro la tutela della fauna".

Lo dichiarano le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia a proposito degli emendamenti presentati da alcuni senatori leghisti al decreto sulla Semplificazione per le imprese, in discussione in questi giorni al Senato della Repubblica.

"Gli emendamenti permetterebbero di autorizzare con legge regionale la caccia in deroga a specie non cacciabili e la cattura degli uccelli a fini di richiamo vivo, vietata dalla direttiva comunitaria. I pareri sui calendari venatori passerebbero dall'Ispra, l'autorità scientifica nazionale, agli osservatori regionali, con la conseguenza formale che le regioni si darebbero il via libera da sole e la conseguenza sostanziale di calendari venatori più permissivi e stagioni di caccia più lunghe. Verrebbe raggirata la norma nazionale di annotazione immediata dei capi abbattuti (la stessa modifica che il Governo solo un mese fa ha invece ritenuto incostituzionale per una norma regionale), essenziale per evitare gli abbattimenti oltre i limiti consentiti. La caccia di controllo verrebbe affidata ai cacciatori, riattivando un circolo vizioso che va invece definitivamente spezzato. Sarebbero ripristinate le vecchie riserve di caccia a scopo di lucro, a differenza delle attuali aziende faunistico-venatorie, in cui oggi non si può guadagnare abbattendo uccelli migratori, che sono patrimonio internazionale".

"Questo ed altro, negli emendamenti presentati dai senatori leghisti, con il solito detestabile trucco di tentare l'assalto alle tutele degli animali selvatici utilizzando provvedimenti che nulla vi hanno a che vedere. Più che semplificare, le proposte determinerebbero un vero e proprio caos gestionale, esattamente il contrario di quanto si prefigge il decreto in oggetto.

"Non solo: va considerato che ai gravi danni che verrebbero inferti agli animali selvatici si aggiungerebbe la riapertura di contenziosi con l'Unione europea che negli anni scorsi hanno portato a inchieste, procedure di infrazione e condanne italiane da parte della Corte di Giustizia e hanno trovato soluzione solo dopo un lungo e faticoso lavoro, durato anni, dei governi, del Parlamento e delle stesse associazioni.

"A questa azione così clamorosamente irresponsabile è dunque necessario che il Governo e lo stesso Parlamento rispondano con fermezza e rapidità, ciascuno per proprio conto, a cominciare dalla dichiarazione della loro chiara e completa inammissibilità, e mettano politicamente al sicuro la tutela della fauna selvatica, togliendola dalle mani di chi la distrugge abitualmente".

Andrea Brutti
Ufficio Fauna Selvatica