«Ormai tutti ci danno addosso»
Leggo un continuo accanimento della società contro noi cacciatori. Noi cacciatori che non abbiamo più certezze. Noi cacciatori che scegliamo il contatto con la natura, il piacere di cibarsi in compagnia di ciò che cacciamo, le giornate imprevedibili all´aria aperta, il mantenimento dei nostri amici a 4 zampe, l´allevamento dei richiami vivi.
Noi cacciatori teniamo in piedi un settore di nicchia, paghiamo le tasse, lavoriamo accudendo l´ambiente e gli animali, cercando avere un habitat migliore per la stagione venatoria successiva. Eppure tutti ci danno contro.
I vari Tar, Consiglio di Stato non ci danno tregua. Chiediamo troppo ai nostri politici di attivarsi per iniziare a darci certezze?
Chiediamo troppo alle Nostre associazioni venatorie di battere i pugni sulle tavole romane per far valere i nostri diritti?
Insomma, tutti vogliono far di tutto affinchè noi ce la leviamo dall´ Italia e portiamo il nostro turismo venatorio in altri stati, dove il cacciatore è accolto a braccia aperte. Muoviamoci e iniziamo a mettere le nostre ragioni e i nostri diritti sui tavoli, cercando perché no un confronto costruttivo con il mondo contrario a noi. Buona caccia.
Riccardo Cariolato
Spesso però si può notare nelle lettere dei seguaci di diana un'impostazione tipica di chi non sa bene come difendersi, e cioè lo sminuire l'interlocutore, in modo da sminuire anche le tesi che esso presenta. Ecco il tipico caso.
«Sensibili agli uccellini, ma poi si compra carne»
Ho la certezza che questa lettera potrà urtare la sensibilità a senso unico della signora Angela Rigon, che si sente oppressa dalle torrette costruite dai cacciatori per la caccia ai colombacci. Ammiro la sua sensibilità verso gli uccellini (il solo nominarli genera tenerezza, ....ini fa rima con poverini): le chiedo se la stessa sensibilità la pervade anche di fronte al banco frigo del supermarket dove si trova la carne. Cara signora Angela, se lei si fosse dichiarata vegetariana o vegana avrei capito la sua contrarietà a chi è cacciatore e che nell'esercizio della caccia uccide gli uccellini (in senso generale ). I cacciatori fanno personalmente ciò che lei, e la maggioranza delle persone delega agli altri, cioè uccisione degli animali per alimentazione umana. E allora gli uccellini sono piccoli e fanno tenerezza e compassione, ma i polli, faraone, anitre, quaglie, conigli e tutte le altre carni di bovini fatte a fettine, dentro le vaschette di polistirolo perché non scuscitano in lei la stessa tenerezza degli uccellini uccisi dai cacciatori?
Vede, essere contro la caccia per la moda del momento e poi mangiare carne di animali, ma uccisi da altri, non credo si possa definire coerenza: questo è solo uno dei tanti modi per essere anticaccia e basta.
Attilio Lunardi
Quinto Vicentino
Ed ecco le risposte, a mio parere di tutt'altro livello.
«Spero si levi forte lo voce di chi vuole abolirla»
Penso che il signor Lunardi viva in un mondo tutto suo, fatto di allegria e spensieratezza, ma forse qualche volta dovrebbe anche fare un esame di coscienza su cosa la sua generazione lascerà al futuro dei propri figli e dei propri nipoti. Il discorso che l´anticaccia sia una moda fa sorridere amaramente.
La caccia deturpa, depaupera e disturba, è fonte di conflittualità sociale, inquinamento (piombo, cartucce, sporcizie varie) e, soprattutto, pretende e non ringrazia nessuno, specie quei cittadini che la considerano una pratica senza nessun senso, se non quello di arrecare danno collettivo.
Consideriamo quei poveri uccelli che devono affrontare emigrazioni di migliaia di chilometri per sopravvivere e riprodursi, o gli animali del bosco che devono affrontare le insidie della rigidità dell´inverno, e questi che gli sparano addosso... magari con fucili a ripetizione, così non hanno scampo.
Perchè il cittadino “normale” (in tutti i sensi) non può godersi questa fauna viva e vegeta nei loro habitat, solo perchè alcuni hanno voglia di divertirsi? E la chiamano anche sport.
Eppoi la caccia è anche frodo: basta farsi raccontare da qualche amico sul classico spiedo di uccelli per rendersi conto che tra le vittime ci sono numerosi esemplari di specie protette, sbandierati pure con orgoglio; oppure ragionare sul fatto che cacciatori di una certa età non siano in grado di distinguere una specie da un´altra (mi ha confidato un cacciatore trentenne che non ci riesce neanche lui).
Spero vivamente che si elevi sempre più forte la voce dell´abolizione.
Nico Cacciari
«Due differenze abissali nei paragoni»
Vorrei rispondere al signor Attilio Lunardi, anche se a dire il vero la miglior risposta a cotanta affermazione sarebbe sicuramente il silenzio. Pur essendo daccordo sul fatto di non comperare carne al supermercato o in altro luogo per il fatto di tutelare la vita degli animali in senso generale (i quali oltre a essere detenuti in allevamenti intensivi sono sottoposti a trattamenti fisico/psichici ignobili, e sono sistematicamente trattati anche con terapie farmacologiche quotidiane che ne modificano e “infettano” la qualità e la struttura della carne stessa) non vedo il nesso tra essere contro la caccia e per forza essere vegetariani o vegani.
Due cose ne determinano la sostanziale differenza. Primo. Gli animali abbattuti nell´attività venatoria sono di fatto proprietà esclusiva dello Stato italiano e quindi una minima parte di ognuno di essi appartiene anche a coloro che sono contro la caccia: le garantisco, signor Lunardi che questa parte di popolazione è di gran lunga superiore ai pochi favorevoli al suo hobby. Secondo. Il Veneto, visto che questo è il territorio sul quale ci stiamo confrontando, da anni acconsente con leggi illegittime per quanto riguarda le direttive comunitarie sulla tutela dei “uccellini” in via di estinzione, permette a voi “pochi eletti” di disporre della vita e l´esistenza di tali creature con la “caccia in deroga”.
Visto che tutto questo è in contrasto con la volontà della stragrande maggioranza della gente comune, mi permetterà di dirle che tra i due paragoni - mangiare carne o cacciare specie in via di estinzione - la differenza è quanto meno abissale. Nel momento in cui la maggioranza della gente comincerà ad essere contro gli allevamenti dei bovini, ovini, eccetera allora si potrà cominciare a pensare e “combattere” in senso più vegetariano o vegano. Per il momento, signor Lunardi, vediamo di riuscire a farvi deporre le armi ed essere un po´ più persone rispettosi dei doni che Madre Natura ci fa. Per giustificare la vostra passione non c´è bisogno, come lei fa, di arrampicarsi sugli specchi.
Luciano Lorenzi
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